mercoledì, febbraio 1

Autismo e sicurezza (Infanzia)

La sicurezza del bambino autistico

 Per chi ha a che fare con un ragazzo autistico la sicurezza è un problema molto grande che deve affrontare. Se il ragazzo è non verbale e a basso funzionamento il problema diventa maggiore, poiché è più vulnerabile e richiede maggiore protezione.

 Al giorno d'oggi tutti i genitori sono preoccupati per la sicurezza dei propri bambini e sanno che sia in casa che fuori casa ci si può imbattere in piccoli o grandi incidenti che è bene prevenire. Per i genitori di bambini con autismo la situazione si fa ancora più difficile e stressante.

Quali sono i problemi maggiori per gli autistici?
 L'autismo comporta di per sé tutta una serie di vulnerabilità, indipendentemente che la persona sia giovane o adulta; in particolar modo le problematiche relative alla sicurezza riguardano le seguenti aree:
  • la consapevolezza della situazione e il riconoscimento del pericolo. Rispetto ai loro coetanei, le persone con autismo sono meno in grado di capire le cose intuitivamente, spesso hanno dei problemi a comprendere quali situazioni sono sicure e quali no. Per questo motivo possono comportarsi in modo fin troppo fiducioso o "incosciente".
  • Problemi sensoriali. Questo tipo di difficoltà può mettere le persone con autismo in pericolo a loro insaputa. Ad esempio, un bambino sensibile ai suoni forti, può allontanarsi dai genitori durante una festa con i fuochi d'artificio e correre per strada in mezzo al traffico.
  • Comunicazione.  Alcuni autistici sono non verbali; altri iniziano a parlare in ritardo rispetto ai loro coetanei. Come risultato possono non essere in grado di chiedere aiuto, dire che si sono persi e dove vivono. Ci sono, inoltre, delle persone con autismo che possono saper parlare abbastanza bene, ma non essere in grado di comunicare la propria esperienza e di esprimere i propri sentimenti.
  • Fissazione verso alcuni oggetti o interesse ridotti. Alcuni bambini con autismo hanno una vera e propria ossessione verso degli oggetti che può portare loro a vivere situazioni rischiose. Per esempio, un bambino può avere una particolare fissazione per i treni o per le auto tanto da volersi avvicinare.
  • Generalizzazione. A causa del loro pensiero letterale, i bambini con autismo hanno spesso problemi a generalizzare le informazioni o ad applicare le abilità imparate a casa o a scuola ad altri contesti o a nuove situazioni. Ad esempio, un bambino può avere imparato a non rispondere al citofono a casa, ma lo fa quando è dai nonni. Le abilità relative alla sicurezza devono essere allenate continuamente e in diversi contesti. 
4 principi fondamentali di sicurezza
 E' molto utile e importante creare un piano di sicurezza che risponda alle esigenze della propria famiglia; per fare ciò si possono prendere in considerazione i seguenti punti:

  1. Raccogliere i documenti importanti. Molti parenti trovano utile raccogliere i documenti relativi al proprio figlio in una cartellina, in un raccoglitore o in una cartella specifica nel computer. Un piano di sicurezza può entrare a far parte di questi documenti, possibilmente messo in un luogo separato e facilmente accessibile.
  2. Insegnare il nuoto e le regole di sicurezza dentro l'acqua. Nuotare è fondamentale e ogni bambino dovrebbe imparare a farlo fin da piccolo, ma può addirittura essere salvifico per un ragazzo con autismo. Molti ragazzi con autismo tendono ad allontanarsi da casa e altri sono molto attratti dall'acqua. Questa combinazione di cose può portare a delle situazioni pericolose.
  3. Sfruttare la tecnologia. Se hai un figlio che tende ad allontanarsi da casa, potresti installare un sistema di allarme personalizzato, fargli indossare un braccialetto elettronico oppure, se possibile, utilizzare uno smartphone per fare dei controlli o per utilizzare il gps. Si possono, inoltre, scaricare delle app che insegnano le regole di sicurezza ai bambini e ai ragazzi o video in cui sono rappresentati dei modelli di comportamenti sicuri.
  4. Conoscere chi è responsabile del proprio bambino in ogni momento. Non basta essere vigili il più possibile, ma stabilire delle regole di comportamento in famiglia da mettere in pratica tutte le volte che si esce. Per esempio, se si fa una gita in un parco di divertimento, è fondamentale decidere chi sarà il “compagno” di riferimento responsabile del figlio con autismo. Trovare un compagno a lui vicino responsabile in ogni circostanza, evitando il più possibile di lasciarlo solo o isolato, può risultare prezioso.
 Nonostante queste accortezze, prima di un'uscita particolare, come una gita, conviene pianificare bene tutto. Considerare qualsiasi possibilità rischiosa, per quanto assurda sembri e decidere le strategie da utilizzare in quell'evenienza per risolvere il problema. 

 Ritornando all'esempio del parco di divertimenti, se tuo figlio si allontana e non lo trovi più, quali strategie e risorse utilizzi per massimizzare le ricerche? E' fondamentale essere preparati a tutte le evenienze nel modo migliore e avere bene in chiaro in anticipo come reagire in modo efficace e rapido.

Imparare la sicurezza
 Le regole di sicurezza sono regole di vita fondamentali, che tutti da piccoli dobbiamo imparare. Così come ci vuole tempo ed energia per imparare delle competenze nuove, lo stesso richiede l'apprendimento delle regole di sicurezza. E' utile iniziare presto e fare molta pratica. In base al modo migliore in cui il bambino impara, esistono diversi metodi (le immagini, il modellamento, ecc) che fanno leva sui suoi punti di forza. Molto spesso le persone con autismo hanno una buona memoria visiva, per cui i supporti visivi possono aiutarli a “vedere” le situazioni prese in esame.


  • Insegna, fai pratica, testa e ricomincia. Le regole di sicurezza vanno apprese e messe in pratica il più possibile in ambienti diversi e con persone diverse, in modo tale che il bambino impari a generalizzare queste norme e ad applicarle in diverse situazioni. Non preoccuparti se il piccolo non impara una competenza dopo poche volte, a quel punto può essere necessario spezzettare una competenza in più passaggi oppure provare a cambiare approccio. Il bimbo ha bisogno d'imparare e mantenere col tempo la competenza, per cui preparati a fare degli aggiornamenti spesso, anche quando dimostra una buona padronanza dell'abilità.
  • I genitori conoscono il proprio figlio meglio di chiunque altro, per cui nessuno meglio di loro sa cosa funziona meglio quando bisogna insegnargli nuove competenze. Loro, inoltre, sanno le loro difficoltà, cosa li mette in crisi e quali comportamenti mette in atto quando si agita o si sente a disagio o si agita. Conoscendo bene le sue abilità e punti di forza, la famiglia può creare il più efficace e adatto piano di sicurezza per il proprio bambino.
  • Crea una rete di sicurezza. Casa, scuola, centri educativi, vicinato sono tutti ambienti che possono fare parte di una rete di sicurezza per voi e per vostro figlio che può esservi utile nei momenti di maggior difficoltà.
  • Non è mai troppo tardi iniziare a pensare alla sicurezza. E' questione di molta pratica e di saper personalizzare l'approccio alla propria specifica situazione.
Come creare un piano di sicurezza
I 5 passi da seguire quando si vuole creare un piano di sicurezza sono:

  1. Comprensione. Capire quale norma di sicurezza deve apprendere il vostro bambino in un dato momento, quali rischi o pericoli può incontrare. Questo ti aiuta a riflettere e a focalizzarti sui fattori che sono determinanti per la sicurezza di vostro figlio.
  2. Preparazione. Di cosa ha bisogno il bambino per mettere in pratica una determinata competenza? Quali risorse, persone o abilità necessita per essere al sicuro in una determinata situazione? Cosa si può fare per aiutarlo? E' fondamentale sia scoprire le competenze di sicurezza necessario al bambino che valutare i modi in cui le può imparare.
  3. Pratica. Le regole di sicurezza richiedono sempre la pratica. E' bene una volta deciso le norme da insegnare, spezzettarle in tanti piccoli e concreti passaggi pratici. Scegli una o due abilità da imparare e praticare alla volta e inseriscile nel corso della giornata. Via via che le esigenze cambiano o che certe competenze sono assimilate puoi modificare il piano, rivederlo e aggiungere nuove abilità da insegnare.
  4. Condivisione. La condivisione è molto utile sia per allargare la rete di sostegno per il proprio bambino che per aiutare altre famiglie che devono affrontare le stesse difficoltà.
  5. Aggiornamento. Verifica cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato, rivedi e aggiorna il tuo piano se necessario.
Fonte. “Life Journey Through Autism: a guide to safety” scritto da Oar. (Organization for Autism Research).

Nessun commento:

Posta un commento