mercoledì, aprile 19

Perché si copre le orecchie?

Si copre le orecchie
 Spesso capita che un bambino con autismo si copra le orecchie con le mani; comprenderne il motivo può diventare problematico, considerando le difficoltà di comunicazione e l'estrema variabilità soggettiva che questo disturbo comporta.


Possibili cause

 La causa potrebbe essere di natura fisica (un'infezione nell'orecchio), per cui una visita da un otorinolaringoiatra è, probabilmente, la prima cosa da fare.

 Se il medico non riscontra un reale malessere fisico, alora il bimbo potrebbe avere un disturbo a livello sensoriale, definito iperacusia, che riguarda non l'orecchio come organo periferico bensì le "vie" nervose.

 Il cervello gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della sensibilità ai suoni. Le fibre nervose, infatti, hanno il compito di estrarre i suoni più significativi da un rumore di sottofondo. Spesso suoni di debole intensità sono, in realtà, "importanti" (ad esempio sentire il nostro nome in un ambiente rumoroso) per cui balzano alla nostra coscienza, amplificati da una parte del sistema nervoso centrale detta sistema limbico. Lo scopo originario di questa abilità del sistema limbico di amplificare o sopprimere suoni lievi nasce dalla necessità atavica di percepire potenziali pericoli nell'ambiente circostante.

 La nostra percezione dei suono, perciò, non è legata alla loro effettiva intensità ma al sistema nervoso che decide quali amplificare e metterci in evidenza. Alcuni rumori vengono percepiti come forti o fastidiosi perchè li associamo, inconsciamente, a un presunto pericolo. Molto spesso l'iperacusia inizia da una paura irrazionale nei confronti di un suono e poi col tempo si struttura. Stati di ansia e stress ci possono rendere più predisposti a voler captare potenziali pericoli nell'ambiente.

 Questi stati emotivi possono aumentare la percezione soggettiva d'intensità sonora verso dei suoni a cui siamo ipersensibili. In alcune persone questa ipesensibilità può diventare globale, coinvolgendo gli altri sensi (vista, olfatto e tatto) fino a causa un vero e proprio dolore.

 L'attenzione di una persona affetta da iperacusia, infatti, si concentra sui suoni che per lei significano fastidio, paura e dolore fino a creare una reazione subconscia e automatica da parte del sistema nervoso autonomo. Questo disturbo causa nel corpo della persona la stessa reazione protettiva che si avrebbe davanti a un reale pericolo: aumenta la frequenza cardiaca, aumenta la tensione muscolare e si rilascia adrenalina. 

 L'iperacusia può portare, di conseguenza, una diminuzione della concentrazione (l'attenzione è rivolta verso i suoni che indicano potenziali pericoli) e, di conseguenza, interferire in modo negativo con le attività di ogni giorno.

 In questi casi è necessario rivolgersi a un audiologo, uno specialista in grado di fare una diagnosi accurata e di trattare l'iperacusia attraverso un counseling educativo e una terapia del suono (un processo, cioè, delicato e graduale di desensibilizzazione al suono che, generalmente, dura dai sei mesi a un anno). Anche se verrebbe spontaneo cercare il silenzio, gli specialisti spesso sconsigliano l'uso di cuffie e tappi, perchè potrebbe portare a un peggioramento dell'ipersensibilità. (La deprivazione sensoriale causa una maggiore sensibilità delle vie nervose ai suoni).

 A volte il gesto di coprire le orecchie potrebbe avere una causa psicologica: il bambino autistico è sottoposto, generalmente, a determinati rumori che gli sono familiari e quando sente un suono inaspettato può rappresentare una "nuova parte" di un intero (la sua personale rappresentazione della realtà) cui non dà un senso e che lo scombussola fortemente. Ecco che coprirsi le orecchie può essere un modo che ha per tentare di bloccare il suono sconosciuto e incompreso.

 Potrebbe, inoltre, essere un modo che utilizza per ignorare qualcosa che non vuole affrontare; per esempio, se il bimbo sta guardando la televisione e gli si dice di andare a letto può aver compreso il significato del messaggio ma non volerlo sentire (coprendosi le orecchie lo "cancella").


 E' di fondamentale importanza osservare il proprio bambino per imparare a conoscere attentamente le sue percezioni sensoriali e confrontarsi con degli specialisti. Gli autistici vivono quasi sempre in uno stato di allerta per cui creare loro condizioni rilassateè, sicuramente, di grande utilità.

11 strategie da utilizzare:
Esistono comunque piccole strategie da adottare a scuola e a casa:
  1. informate le altre persone dell'ipesensibilità del bimbo ai suoni e insegnate loro a non arrivargli improvvisamente alle spalle, in modo irruento;
  2. accoppiate il bambino a un compagno più pacato che non lo sovrastimoli;
  3.  diminuite i rumori di sottofnodo quando è possibile (chiudete, per esempio, la finestra o abbassate il tono della vostra voce);
  4. prima di aumentare il volume di un apparecchio, avvertitelo;
  5. utilizzate le storie sociali (ne parlerò in un altro post) e le immagini come metodo per prepararlo a determinati suoni prima che "accadano";
  6. creategli uno spazio tranquillo in cui rifugiarsi quando si sente sovrastimolato (per esempio una piccola tenda in camera sua);
  7. fate una lista dei luoghi più calmi e aumentate le attività e le visite in quei posti;
  8. sviluppate il controllo su determinati rumori quando è possibile: l'ansia a volte è legata alla paura di non avere il controllo sulla situazione. (Se, per esempio, un bambino ha paura delle campane si può provare a dargli delle piccole campane da maneggiare con cui fare esperimenti o gli si mostrano immagini di campane o video sul computer; gradualmente il bambino acquisterà familiarità con i diversi tipi di campane).
  9. può essere d'aiuto permettergli di portare a scuola, di tanto in tanto, il suo oggetto preferito così da aiutarlo a spostare l'attenzione da un rumore che lo infastidisce verso l'oggetto che gli piace.
  10. a volte un bambino tollera di più i momenti rumorosi quando sono intervallati da pause silenzise e rilassate. (Se, per esempio, partecipa a una festa con i compagni poi gli si può organzzare un' ora sul divano in tutta tranquillità).
  11.  provate a tollerare e comprendere i momenti in cui perde la concentrazione o usa personali strategie per rilassarsi (anche se vi appaiono inappropriate).

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