mercoledì, aprile 5

Smettila di criticare

Smettila di criticare
Immagine tratta dahttp://www.caleidoscope.in 
Piccolo esperimento da fare
 Prova a fare questo esperimento: chiedi a una persona a te vicina di criticarti in 15 punti. Cerca di non farti minimamente toccare dalle sue critiche, ricordandoti che non sei uno che dipende in alcun modo dal giudizio degli altri.

 Ti renderai ben presto conto che il tuo stato d'animo è cambiato e, se prima eri sereno, adesso ti senti un po' giù di morale e sulla difensiva; ti sorprenderai a dare mille ragioni per spiegare all'altro il tuo modo di essere. Questo perchè, per quanto vogliamo o no, l'ambiente circostante ci influenza. 

 Tutte le persone cercano il riconoscimento e l'approvazione di chi hanno vicino e le critiche, oltre a essere del tutto inutili, mettono automaticamente chi le subisce sulla difensiva.

Il pericolo di etichettare le persone
 Lascia perdere critiche ed etichette: un ragazzo prima di tutto è una persona, e come seconda cosa è un allievo, un figlio, un utente, ecc
"Etichettare qualcuno vuol dire fargli indossare la stessa maglietta per tutta la vita" Sergio Audasso.

 Pur di essere riconosciuto quel ragazzo farà di tutto per aderire a quell'etichetta e non cambiare, a costo di deformare la sua stessa natura. Tutte le volte che ti viene spontaneo criticare, rimproverare, rimbrottare fai una cosa: fermati due secondi, ricordati che hai davanti una persona diversa da te e ascoltala. L'ascolto, quello vero, quello empatico, vuol dire sempre accettazione e fa stare bene chi lo riceve, mettendolo in una condizione di apertura.


Perchè a volte un ragazzo ci irrita?

 Se ci si sente irritati o indispettiti dal comportamento di un ragazzo, che sia un figlio o uno studente, molto probabilmente sta accadendo qualcosa a livello inconscio di particolare: l'episodio che stiamo vivendo ci sta riportando a un vissuto della nostra vita in cui abbiamo provato delle emozioni negative e per evitare di riprovare quelle stesse sensazioni, le rifiutiamo nel figlio o nello studente. 

 Di conseguenza assumiamo, senza volerlo e senza rendercene conto, degli atteggiamenti infastiditi, distaccati o critici, proiettandoli sul ragazzo, facendo così stare male entrambi. Questa, però, è una nostra proiezione che spesso e volentieri non rispecchia la reale situazione nè tanto meno il vissuto del ragazzo. 

 Quando si ha che fare con i più giovani o con chi è in difficoltà bisognerebbe non cedere facilmente alle proprie reazioni emotive, restare vigili sui propri sentimenti, capire che sono una realtà interiore tutta nostra, così da non proiettarli su chi abbiamo di fronte e impegnarsi ad accogliere il diverso punto di vista da cui guarda l'altro.

Fonte: "L'arte genitoriale del farsi ascoltare" di Sergio Audasso.

Nessun commento:

Posta un commento