mercoledì, giugno 21

Le storie sociali di Carol Gray

Le storie sociali di Carol Gray
Foto tratta da Project Autism
 Create da Carol Gray nel 1994 e successivamente sviluppate da Carole Rowe (1998) e Caroline Smith (2001), le storie sociali sono uno strumento educativo ideato per migliorare le capacità sociali nei ragazzi con disturbi dello spettro autistico.


 Inizialmente sono state concepite dalla Gray per i bambini con autismo ad alto funzionamento, che avevano della abilità linguistiche di base; in seguito l'uso delle storie sociali si è allargato fino a comprendere le persone che non sanno leggere, purchè sappiano prestare attenzione per qualche minuto.

A cosa servono?
In particolar modo le storie sociali servono a:
  • Presentare una determinata situazione sociale al bambino in un modo che sia strutturato e semplice, affinchè lui possa comprenderla senza il bisogno di "leggerla tra le righe".
  • Promuovere e consolidare i comportamenti socialmente accettati.
  • Aiutare il bimbo a capire i punti di vista, i sentimenti e i pensieri altrui.
  • Prepararlo a un cambiamento di routine, a una nuova esperienza o a un    evento imprevisto.
  • Prevenire eventuali reazioni inappropriate.
  • Gestire la sua ansia.
  • Fargli comprendere maggiormente le aspettative sociali.
  • Lodare i comportamenti socialmente appropriati.


Come si scrivono?
Le storie sociali sono dei racconti brevi (20-150 parole), personalizzati, scritti seguendo 4 passaggi precisi:
  1. Decidi l'obiettivo della storia: e pensa alle informazioni fondamentali che servono al bambino per fargli raggiungere quell'obiettivo.
  2. Raccogli le informazioni relative al bambino: l'età, i suoi interessi, il suo livello di comprensione e di attenzione.
  3. Raccogli le informazioni relative alla situazione che vuoi descrivere nella tua storia: le persone coinvolte, il luogo, il tempo e il motivo per cui accade.
  4. Crea il testo su misura: le storie sociali sono formate da particolari frasi che devono essere combinate tra loro, rispettando determinato criteri. 

I tipi di frase che da usare per creare la storia:
 Le frasi descrittive: descrivono in modo accurato e oggettivo dove si svolge l'evento, quello che accade e perchè accade. 
Queste frasi sono più efficaci se sufficientemente particolareggiate in modo tale da far immaginare la scena a chi le legge. E' bene porre attenzione alle parole che vengono usate (i bambini con autismo prendono tutto alla lettera) e tralasciare i dettagli di tipo transitorio (ad es. il vestito della maestra).
Esempio: "A volte la maestra Sara racconta una fiaba. Al momento della fiaba, in genere i bambini si siedono vicino alla maestra Sara. La maggior parte dei bambini sta seduta in silenzio e ascolta la maestra".

 Le frasi soggettive: sono molto importanti, perché raccontano i pensieri, le emozioni, le credenze delle altre persone.
I bambini con autismo hanno bisogno di capire le reazioni degli altri agli eventi e ai propri

comportamenti. Una frase del tipo: "La maestra è contenta quando l'ascolto" può sembrare scontata a noi, ma essere uno strumento utile per questi bimbi, che permette loro di "entrare nelle teste" degli altri.

 Le frasi direttive: suggeriscono al bambino, con un linguaggio positivo, come dovrebbe comportarsi di fronte a una situazione .
Anche in questo caso è bene porre molta attenzione alle espressioni che si usano; è preferibile scrivere "Cercherò di fare..." o "Proverò a fare..." anziché "Devo fare...".
Esempio: "Cercherò di ascoltare quello che la maestra Sara sta dicendo".

 Le frasi affermative: sono frasi che migliorano e rafforzano il messaggio della storia, rassicurano il bambino e talvolta, esprimono un'opinione o un valore comune. (Esempio: "E' giusto ascoltare la maestra").

 Queste sono le frasi fondamentali per la stesura di una storia sociale; ci sono altri tipi di frase che si possono aggiungere a propria discrezione:


  • le frasi cooperative: descrivono in che modo le altre persone possono aiutare il bambino in quella determinata situazione. Esempio: "Quando è il momento della fiaba, i miei compagni possono prendermi per mano e farmi sedere vicino a loro".
  • Le frasi di controllo: sono delle frasi create dal bambino stesso per dare un significato personale alla situazione descritta e per aiutarlo a ricordare la storia nel momento in cui accade la situazione reale. Esempio:" Ho bisogno di mangiare la frutta e la verdura, proprio come una locomotiva a vapore ha bisogno di carbone per correre".
  • Le frasi parziali: si può decidere di presentare qualche frase in modo incompleto, così da permettere al bambino di supporre il passaggio successivo della situazione in questione, rendendo la storia sociale interattiva. Esempio: " La mia maestra si chiama ___"; "La maestra Sara si sentirà ___ se l'ascolto".

12 punti addizionali sulle storie sociali:
  1. Sono scritte in base al livello di comprensione del bambino.
  2. La storia deve avere un'introduzione che identifica il tema centrale, un corpo che aggiunge informazioni e una conclusione che rinforza il messaggio principale.
  3. E' consigliabile utilizzare un linguaggio positivo (descrivere cosa dovrebbe accadere, piuttosto che cosa non dovrebbe accadere), evitando delle parole che possono produrre ansia o stress nel bambino; qualora si stesse facendo riferimento a un comportamento negativo, è meglio scrivere in terza persona. Esempio: "Qualche volta le persone possono dire qualcosa che offende gli altri; questo è uno sbaglio".
  4. Devono essere accurate e flessibili, è meglio usare espressioni quali "di solito" o "qualche volta" per situazioni in cui non è garantito un particolare esito.
  5. La motivazione è un elemento molto importante per l'efficacia delle storie; bisognerebbe cercare di fare appello agli interessi del bimbo per cui sono scritte.
  6. Vanno presentate considerando attentamente l'età e le capacità intellettive del bambino.
  7. Se la storia è rivolta a un bambino piccolo è importante scriverla in prima persona, come se stesse descrivendo l'evento; se, invece, è rivolta a un ragazzo o a un adulto sarebbe meglio usare la terza persona, come se si stesse scrivendo un articolo di giornale.
  8. In una storia sociale ci devono essere: dalle due alle cinque (non di più) frasi descrittive, soggettive, affermative e cooperative; nessuna o al massimo una frase direttiva e di controllo. Le frasi possono essere scritte in modo completo o parziale.
  9. Carol Gray suggerisce di non utilizzare immagini per i bambini con autismo che possono fraintenderne il significato, ma, in quel caso, preferire le fotografie del bimbo ritratto mentre si comporta nel modo appropiato alla situazione.
  10. Il titolo deve riassumere il tema centrale della storia, può essere espresso attraverso una dichiarazione oppure una domanda.
  11. Anche se la maniera originale di presentare le storie sociali è quella scritta, sono stati sviluppati altri modi pensando ai bambini più piccoli o alle persone con disabilità intellettive: il canto, le recite, le narrazioni, i video e le presentazioni con il computer.
  12. Se presentata in modo scritto una storia sociale deve essere introdotta da un adulto che la legge un paio di volte; la frequenza con cui si continuerà a leggerla dipende dal bambino cui è rivolta: possono bastare due volte o può servire una lettura quotidiana per diverse settimane. E' importante farlo quando il bambino è motivato e tranquillo e non renderlo un momento forzato e frustrante.

 Fate sedere il bambino davanti a un tavolo sgombro di oggetti, sedetevi al suo fianco, leggermente indietro, appoggiate la storia sul tavolo di fronte a lui e leggetegliela.

Cosa dicono le ricerche?
 Le ricerche sulla reale utilità delle storie sociali sono ancora limitate; gli studi effettuati finora hanno dimostrato che il loro uso è efficace quando sono propriamente adeguate al livello di lettura e comprensione del bambino a cui sono rivolte, meglio ancora se è in grado di leggerle autonomamente. (Un'alternativa potrebbe essere quella di registrare un audio con la storia da far ascoltare al bimbo mentre guarda le immagini illustrrate).
E' difficile, però, attribuire l'efficacia completamente all'utilizzo delle storie sociali, perchè spesso vengono utilizzate per un bambino più strategie educative nelle stesso tempo.

Delle recenti ricerche hanno dimostrato la necessità di rileggere le storie sociali con una certa frequenza per mantenere i benefici dei loro effetti.

La checklist per verificare se la storia sociale è scritta in modo corretto:
  • Titolo della storia:
  • Autore:
  • Leggere attentamente la storia ad alta voce e rispondere alle seguenti domande:
  1. c'è un'introduzione, un corpo e una conclusione?
  2. La storia risponde alle domande chi? dove? cosa? A volte una sola frase può rispondere a più domande;
  3. Se la storia è scritta per un bambino è scritta in prma persona, come se il piccolo stesse descrivendo l'evento? Se, invece, è concepita per un ragazzo più grande o un adulto, è scritta in terza persona come fosse un articolo di giornale?
  4. La storia è curata in modo letterale con l'uso di espressioni quali " a volte" e "di solito"?
  5. Il testo è scritto considerando la capacità di lettura e di attenzione del bambino, utilizzando eventualmente supporti visivi adeguati a lui?
  6. È stato fatto uno sforzo per integrare nella storia gli interessi del bimbo?
  7. La storia trasmette calma e rassicurazione?
  8. Le frasi direttive e di controllo sono zero o una al massimo? Gli altri tipi di frase sono come minimo due e come massimo cinque?
Testi per approfondire:
"Il libro delle storie sociali" di Carol Gray;
"Storie sociali per l'autismo. Sviluppare le competenze interpersonali e le abilità sociali" di Caroline Smith. 

Nessun commento:

Posta un commento