mercoledì, luglio 12

L'equilibrio tra dare e ricevere



 Tutta la vita si basa su di un equilibrio tra il dare e il ricevere. Non si dovrebbe mai mettere una persona nella condizione di ricevere solo, senza poter dare in cambio. Basta guardare la natura con che saggezza riceve e dona. 

 Il senso dell'esistenza è far circolare il proprio amore, attraverso la propria creatività, i propri talenti, le relazioni, le esperienze, sporcandosi di vita ogni giorno. Se si isola un essere umano, anche pensando in buona fede di fare il suo bene, gradualmente si spegnerà.


 A volte si ha paura di vedere soffrire il proprio figlio, lo si vede fragile e si cerca di proteggerlo non esponendolo ad altri possibili dolori, facendo da filtro tra lui e il mondo. Ognuno di noi, però, ha bisogno di mettersi in gioco per essere felice, nella misura in cui è in grado di farlo. E' importante trovar la propria via per farlo.

 La conoscenza e la crescita passano attraverso il cuore, non l'intelletto, e quello lo possiamo utilizzare tutti.
 

 Un grande maestro di vita che ho avuto è stato un ragazzo che ho seguito qualche anno fa. Io andavo a casa sua per fare degli interventi educativi e lui, nel frattempo, mi dava un insegnamento di vita preziosissimo, senza che me ne accorgessi.

 Non parlava, non camminava, era pieno di dolori, aveva continue crisi epilettiche che neppure i farmaci potevano calmare. Eppure sorrideva sempre a chiunque entrasse in casa. Di più. Quando facevamo dei giochi , rideva a crepapelle. Una risata piena, spontanea, con le lacrime agli occhi. Di quelle che io non riuscivo a fare da un bel po', perché sempre preoccupata di qualcosa. Lui se ne infischiava del futuro, della paura di possibili catastrofi; viveva nel presente attimo per attimo e si godeva quello che la vita gli portava. 

 In quel luogo che io avrei dovuto imparato a raggiungere attraverso una disciplina. Un altro modo di vivere.

 Era così contagioso che riusciva a farmi dimenticare per una mattinata intera tutte le ansie che avevo per quello che dovevo fare dopo. Complice una famiglia meravigliosa che apriva la porta di casa a tutti, con la ferma convinzione che se lui non poteva muoversi e raggiungere gli altri, allora gli altri avrebbero raggiunto lui. 

 Quello persona ha il cuore aperto, il dolore non glielo ha chiuso. E il suo cuore ha una forza tale che ha segnato profondamente quello di molti educatori e volontari che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Non si può certo dire che la sua vita sia inutile, perché non va a lavorare o non si è sposato.

 Se una persona nasce con una difficoltà grande, allora ha tanto più da insegnare agli altri e molto probabilmente ha anche la forza interiore e un cuore per farlo. Perché in natura c'è sempre un equilibrio. 


 Per queste cose i bambini sono i più saggi, lo intuiscono e lo imparano in fretta: per loro non esiste normale e disabile, sano o malato; per loro ci sono solo diversità. E capiscono che ogni diversità è un'occasione per imparare nuovi modi di essere, nuove percezioni e soluzioni. 

 Sono svegli loro e non si accontentano di un unico punto di vista. Se poi imparano attraverso una caduta poco importa, perché poi si rialzano e ricominciano a vivere. Hanno fame di vita e non si fanno fermare dalla paura di cadere e o di provare nuovamente dolore.

 Mi ricordo di un bambino in sedia a rotelle, con una patologia tale da renderlo pelle e ossa, a prima vista gracilissimo; amava uscire di casa e fare lunghe passeggiate con qualsiasi tempo, anche sotto la pioggia e la neve. Lui si godeva la vista del lago vicino casa, gli animali che incontravamo e si divertiva come un matto. Non l'ho mai visto raffreddato o influenzato. Si faceva sballottare di qua e di là sulla sedia a rotelle dai sassi e dal terriccio e rideva di continuo prendendolo come un gioco.

 Io che ero abituata ad avere mille premure per ogni bambino che mi veniva affidato, mettendolo sotto una campana di vetro, mi ero ritrovata anche in quell'occasione, ad avere a che fare con una famiglia che, invece, aveva deciso di assecondare il proprio bambino, esponendolo alla vita e capovolgendo le mie credenze dell'epoca. 

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