mercoledì, maggio 3

Lo studente e l'immagine di sé

L'immagine di sé
 L'immagine che uno studente ha di se stesso è fondamentale per la buona riuscita della sua esperienza scolastica. Già nel 900, lo psicologo americano Prescott Lecky è stato uno dei primi a capire lo stretto rapporto tra i risultati scolastici di un ragazzo e l'immagine mentale che ha di sè.

 Oggi sembra un discorso scontato eppure, nella maggior parte dei casi, gli insegnanti si limitano a trasmettere contenuti senza considerare l'aspetto caratteriale dello studente.

L'importanza dell'identità
 Lo psicologo Howard Gardner afferma che non si può istruire se prima non s'è provveduto alla costruzione di un'identità. E l'identità di un ragazzo si forma attraverso il riconoscimento degli adulti. 

 La questione diventa più delicata nel momento in cui si ha a che fare con giovani disabili, quando a parlare per prima è la diagnosi e troppo spesso non si fa nemmeno lo sforzo di superarla. 

 Per la creazione di una buona e realistica immagine di sé è importante imparare ad accettare i propri limiti e a riconoscere i propri talenti. Si possono ammettere più serenamente i propri difetti quando si è consapevoli di possedere anche delle capacità.

 Spesso l'adulto cade nel tranello di voler subito definire la persona, etichettando, anziché conservare uno sguardo aperto, conoscere chi si ha davanti e concedergli la possibilità di crescere e trasformarsi senza limiti prefissi. 

Gli studi di Prescott Lecky
 Le ricerche di Lecky hanno dimostrato che se un alunno andava male in una materia e provava a cambiare il concetto che aveva di se stesso, si modificava anche l'atteggiamento nei confronti di quella materia e quindi la sua capacità di apprendere.

 Lo studente tende a identificarsi con i propri errori e insuccessi. Invece di dire "Ho sbagliato questo compito" conclude pensando "Sono negato in questa materia" o, peggio ancora, "Sono un fallimento".

 Quando Lecky insegnava ai propri allievi a cambiare il concetto che avevano di loro, come conseguenza migliorava il rendimento scolastico.

La scuola come palestra
 La scuola dovrebbe essere un luogo vissuto serenamente, in cui un giovane può allenarsi ad affrontare i propri successi ed insuccessi senza sentirsi inadeguato. Dovrebbe essere una palestra protetta in cui irrobustire la propria autostima, la consapevolezza di sé e la determinazione a perseguire i propri obiettivi.

 Come può l'insegnante sostenere e incoraggiare questo percorso in modo produttivo?

  • Può lodare il lavoro e l'impegno di uno studente
  • Indicargli le aree in cui deve migliorare
  • Sviluppare aspettative fiduciose verso ogni ragazzo
  • Focalizzarsi sugli aspetti positivi e non sui negativi

 Questi sono solo pochi suggerimenti; ce ne sono molti altri che un insegnante attento e premuroso può mettere in atto. 

 È di vitale importanza non scordarsi mai che di fronte a noi abbiamo esseri umani in divenire, giovani in procinto di costruire la propria identità.

Nessun commento:

Posta un commento